L'associazione Un Territorio Due Fronti nasce dalla volontà di proseguire le azioni compiute, rinnovando le forze per valorizzare al meglio quanto già fatto e proporlo come modello di recupero della memoria storica e del senso di appartenenza al territorio

Monte Nagià Grom

Monte Nagià Grom

 

Tipo di percorso: a piedi

Da vedere: trincee di varia tipologia, cisterna dell'acqua, gruppo generatori, cucine, dormitori, gallerie e depositi in roccia, postazioni di artiglieria, punti panoramici.

Difficoltà: 

Tempo: 1 h circa l'anello

Lunghezza: 1,5 km

Dislivello: 100 m 

File GPX: 

File KMZ: 

 

Il Monte Nagià Grom è velocemente raggiungibile dall'abitato di Manzano: si può parcheggiare nel piazzale dell'autobus posizionato poco prima dell'inizio dell'abitato o in una delle piazzette del paese. Oggi il caposaldo è nuovamente percorribile grazie al lavoro di ripristino e pulizia che dura da più di dieci anni della Sezione ANA di Mori e di altre associazioni di volontariato.

 

Il sentiero per il caposaldo è direttamente accessibile dalla strada provinciale dal bivio per Manzano-Nomesino. Dopo un breve avvicinamento su strada forestale, si segue l'indicazione trincee e si comincia a salire sulla strada militare che conserva ancora tracce di acciottolato. In 15 min si raggiungono i primi manufatti posizionati nelle retrovie del caposaldo: la profonda cisterna per il deposito dell'acqua e due depositi in roccia. Il parapetto della cisterna è composto da elementi recuperati sul luogo, gli alti pali in ferro con asole che originariamente sostenevano il filo spinato. Proseguendo verso destra si costeggia il generatore di corrente elettrica e si raggiunge subito l'ingresso della trincea di coronamento del monte. Qui una croce di ferro battuto è stata posta a ricordo dei soldati caduti in questo settore. Il percorso in trincea si snoda con il caratteristico andamento a zig-zag, con scale e punti di slargo per il posizionamento delle artiglierie. Poco più avanti si vede una croce posta in ricordo di tre bambini di Manzano morti durante le operazioni di recupero. Proseguendo in trincea si raggiunge il punto panoramico con il monumento commemorativo per gli Standschützen inaugurato nel 2013. I lavori pulizia e taglio della vegetazione hanno riportato alla luce i resti dell'ampia cucina con i fuochi delle cucine del caposaldo. Come gli altri locali di servizio, quella che poteva essere la mensa degli ufficiali e gli ampi ambienti in roccia, erano collocati al riparo dal fuoco nemico, su un terrazzamento addossato alla roccia. La passeggiata prosegue prendendo la trincea a destra delle cucine che porta in 10 min alla baita degli alpini, dopo si può sostare e scrivere le proprie impressioni sul libretto delle visite. Superata la baita, si devia a destra prendendo una trincea che porta alla fuciliera coperta, ricostruita fedelmente dagli alpini di Mori sulla base di fotografie dell'epoca. Tornando indietro si imbocca il percorso sulla destra segnalato dal segnavia “trincee” che porta all'osservatorio in cemento, probabilmente sede della stazione fotoelettrica del proiettore, sottostante alla quale si trova una postazione per mitragliatrice. Continuando la trincea, si arriva in un prato che mostra ancora i segni dei bombardamenti nelle numerose concavità del terreno. L'imbocco della galleria porta all'interno di un vasto sistema di dove in origine erano posizionati i cannoni puntati al Monte Zugna e Vignola. Si può notare la rotaia per lo spostamento dell'artiglieria e, scrutando con attenzione verso la fine della galleria, è possibile vedere il calco dello scarpone di un soldato impresso nel cemento del pavimento. All'uscita dalla galleria è presente una targa con la scritta Lewandosky. Prendendo il camminamento sulla destra si passa la postazione del riflettore e si giunge alla croce che domina il paese di Manzano, composta da travi in ferro recuperate dal caposaldo. Una deviazione sotto la croce porta alla zona dei dormitori: ex baracche e una singolare vasca da bagno in cemento. La visita termina all'osservatorio sulla sommità del caposaldo, che spaziava a 360 gradi su tutta la vallagarina. Il sentiero di ritorno scende a destra della baita degli alpini fino a raggiungere nuovamente la strada provinciale in 15 min.

 

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