L'associazione Un Territorio Due Fronti nasce dalla volontà di proseguire le azioni compiute, rinnovando le forze per valorizzare al meglio quanto già fatto e proporlo come modello di recupero della memoria storica e del senso di appartenenza al territorio

Monte Faè

Monte Faè

 

Tipo di percorso: a piedi

Da vedere: trincee molto ben conservate, cisterna dell'acqua, comando militare, gallerie in roccia, postazioni di artiglieria, punti panoramici.

Difficoltà: 

Tempo: 1.30 h circa con visita ai manufatti

Lunghezza: 4 km

Dislivello: 300 m 

File GPX: 

File KMZ: 

 

Il Monte Faè può essere visitato in due modi: parcheggiando lungo la strada SP45 presso i campi di tamburello a lato del monte in prossimità dei punti trincerati, o con una bella passeggiata panoramica che parte dall'abitato di Nomesino e, attraverso un piacevole sentiero nel bosco, raggiunge le trincee sulla sommità del caposaldo. L'Associazione Castel Frassem di Nomesimo da anni si occupa della manutenzione e pulizia del Monte Faè, è grazie a loro che è possibile visitare i resti dei numerosi manufatti trincerati.

 

Lasciata la macchina nella piazza principale di Nomesino, davanti alla sede dell'associazione Castel Frassem, si prende la strada provinciale che gira a sinistra in fondo alla piazza e si prosegue per 20 m fino ad arrivare nella “piazza vecia” G.Mazzini. Da qui si lascia la strada principale e si gira a destra inoltrandosi tra le case, si prosegue quindi sino alla fine dell'abitato, facendo attenzione a girare a sinistra arrivati al bivio in prossimità dell'ultimo edificio. Si costeggiano poi campi coltivati, sempre su strada asfaltata, fino all'acquedotto. Qui la strada finisce, si prende allora il sentiero visibile sulla destra fino ad arrivare ad una stretta strada asfaltata. Si prosegue sulla strada in falso-piano per 1 km circa fino ad arrivare ad un bivio sulla sinistra segnalato con segnavia 1T2F (il primo bivio che si incontra è il percorso di discesa, attenzione a non sbagliare!). Il sentiero comincia a salire nel bosco con alcune curve, la traccia da seguire è comunque sempre ben definita, si arriva infine sul circuito principale del Monte Faè, dove una chiara segnaletica in legno indica i vari manufatti da vedere. Si può proseguire sulla sinistra e visitare una lunga e profonda trincea che porta ad un punto panoramico dal quale si vede l'abitato di Nomesino, di Manzano, il monte Nagià Grom fino all'Altissimo. Tornando indietro e proseguendo lungo l'anello di visita principale si incontrano depositi militari e suggestive gallerie in roccia, fino ad arrivare all'incrocio con la strada dell'anello secondario. A pochi metri una deviazione sulla destra porta al comando militare austriaco, composto da un'ampia sala intonacata scavata nella roccia. Tornati indietro si prosegue verso i campi di tamburello, girando a destra alla prima deviazione. Il sentiero prosegue tra radure e boscaglia, fino ad arrivare al secondo punto belvedere con una vista a 360 gradi sulla valle dell'Adige. Qui sono presenti una galleria in roccia e la croce in memoria dei caduti della guerra.

Si prosegue quindi mantenendosi sulla sinistra fino a giungere ad una lunga trincea ed alla  cisterna scavata nella roccia che mantiene sempre una pozza d'acqua all'interno. La conservazione di questo tratto di trincea in cemento è eccezionale: il parapetto conserva ancora tutte le feritoie ed è visibile il gradino che consentiva di sporgersi oltre il bordo della trincea. L'andamento è a zig-zag con punti di riparo interni e trincee trasversali di collegamento. Tornati indietro si prende il sentiero ben battuto sulla sinistra, e si prosegue mantenendosi sull'anello principale. Il sentiero si inoltra nuovamente nel bosco e costeggia un campo coltivato sulla sinistra, si può decidere quindi di restare sul circuito principale e compiere il giro lungo, o deviare a destra per raggiungere prima i campi di tamburello. Il percorso di ritorno costeggia il lato lungo dei campi di tamburello e prosegue su sentiero parallelamente la strada provinciale fino alla curva del “maschio”. Proseguendo sempre su sentiero si inizia una discesa un po' più accentuata nel  bosco fino ad arrivare nuovamente sulla stretta strada asfaltata dell'andata. Si prosegue poi per la stessa strada dell'andata fino a Nomesino.

 

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